‘Natale non letto’ | La malinconia delle luminarie

Al contest ‘Natale non letto’ ha partecipato anche un poeta. Con la sua sensibilità ha fotografato la malinconia del periodo natalizio.

La sua poesia, “Sinfonia di luminarie”, suona una musica triste e proietta una muta ombra sulle strade addobbate a festa.
Le luminarie intermittenti – ora accese, ora spente – scandiscono un ritmo a vortice discendete. Non servono da faro anti-naufragio, ma da amplificatori di straniamento.
Il risultato ultimo è la perdita. E la perdita, si sa, va pianta.

Sinfonia di luminarie

di Idalo Galvino
[Pseudonimo dell’autore]

S’accendono luci
/casestrade – palazzi/
in piogge intermittenti
/è Dicembre/
Qualcuno volta una carta
/sono solo e non sono/
mentre i tuoi occhi
trafiggono i miei.
Le finestre balbettanti
/la neve tace e non vela/
sono fari distanti
/ed è tardi/
un naufragio tra i tetti
e il fiato freddo d’un cane
/torno ombra nel buio –
e ti perdo/
Notti intere a cantarti
/echi rauchi nel vento/
fiammecorde e uno sparo –
e ti perdo.

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