“1Q84” di Haruki Murakami | Puoi accettare l’irrazionale?

“1Q84” è un’opera di genere fantastico dello scrittore giapponese Haruki Murakami. Pubblicata nel 2009, si compone di tre volumi. In questa recensione faremo riferimento ai primi due.

La trama del libro

Siamo in Giappone. Il calendario segna l’anno 1984. La giovane trentenne Aomame è una killer che uccide gli uomini che odiano le donne. Tengo è un insegnante di matematica che sogna di diventare scrittore.
I due vengono catapultati in una realtà parallela. Si tratta del 1Q84, un anno alternativo a quello corrente. Nel suo cielo brillano due lune.
A determinare il passaggio in questa altra dimensione sono intervenuti i cosiddetti Little People, esseri piccoli ma molto potenti. La bellissima diciassettenne Fukaeri scrive un romanzo che parla proprio di loro.
“La crisalide d’aria” denuncia i Little people e la loro opera di costruzione di inquietanti crisalidi, facendoli molto arrabbiare.

Caratteristiche del contenuto

Unrealism

Parlando di “1Q84” i critici usano il termine unrealism per intendere il procedimento usato dall’autore per costruire una realtà irreale. L’ossimoro ci racconta di un contesto normale, che però devia e si discosta per qualche particolare da ciò che chiamiamo esistente. Murakami scompone la realtà in frammenti che seleziona e riassembla a suo piacimento.
Ne tralascia alcuni, ne valorizza altri.
Il reale viene così rarefatto e distorto sino a divenire irreale.
L’effetto è sorprendente. È come se d’improvviso tutto scivolasse leggermente da un lato. Così, diventa verosimile prendere un ascensore e ritrovarsi in un’altra dimensione o attraversare una foresta per giungere in un luogo altro, privo del normale senso delle cose.

Consumismo simbolico

“1Q84” è farcito di riferimenti a marchi di case d’abbigliamento, magliette, scarpe, occhiali da sole, cibo. Ad esempio ritroviamo Givenchy, Ray-Ban, Armani, Ferragamo, Esso e altri famosi brand.
Che senso ha però riempire l’opera di riferimenti commerciali?
Serve a rendere più verosimile il contesto? A caratterizzarlo? A farci immergere nell’atmosfera anni ’80? Oppure ha un altro significato?
I critici parlano di consumismo simbolico nell’opera di Murakami.
Gli oggetti di consumo diventano simbolo, rappresentazione, espressione, tramite, mezzo per rivelare qualcosa.
In quest’ottica le cose potrebbero non avere più dunque una valenza negativa associata allo spreco, al tenere le persone ostaggio di identità costruite dai marketer?
Una risposta forse può venire da “Dance dance dance”, un’altra opera di Murakami. L’autore qui fa continui riferimenti alla cosiddetta “società capitalistica avanzata”, per intendere un mondo troppo veloce che soffoca le libertà individuali. In questo senso sembrerebbe esserci una critica alle società contemporanee.
Concludo dicendo che in ogni caso gli oggetti di consumo diventano metafora di qualcosa, epifanie che rivelano la vita, in positivo o in negativo.

Intertestualità

Un’altra caratteristiche dell’opera “1Q84” è il riferimento ad altri testi letterari. Ad esempio, alcune pagine sono dedicate ad un’ampia citazione da “L’isola di Sahalin” di Cechov.

“Prima di cominciare, Tengo introdusse brevemente il libro. Spiegò che quando Cechov nel 1890 si era recato in viaggio a Sahalin aveva solo trent’anni. Godeva già di una solida reputazione come scrittore di talento della generazione successiva a quella di Tolstoj e Dostoevskiij e a Mosca conduceva una vita brillante”.

“Anton Cechov” del pittore Osip Braz

Sahalin (o Sachalin) è un’isola a nord del Giappone. L’autore russo ne descrive le popolazioni. In particolare nel passo citato da Murakami si parla dei Ghiliachi, uomini duri abituati ad avere un rapporto di prevaricazione con le loro donne.

“I giliachi non si lavano mai, tanto che gli etnografi hanno difficoltà a stabilire il vero colore della carnagione. […] Le donne sono prive di diritti, nonna, mamma o lattante; le trattano come animali domestici come un oggetto che si può buttar via, vendere, prendere a calci come un cane. I cani a dire il vero a volte li accarezzano, le donne mai”.

Altra opera di cui si parla è ovviamente “1984” di George Orwell. Ispiratrice del romanzo, se ne discosta per la variazione del distopico in fantastico.

“George Orwell nel suo 1984 ha creato il personaggio di un dittatore chiamato Grande Fratello. Naturalmente si trattava di un’allegoria dello stalinismo. Da allora, l’espressione «Grande Fratello» ha finito col diventare un’icona sociale. È stato un grande merito di Orwell. Ma in questo 1984 reale, il Grande Fratello è diventato troppo famoso, una presenza troppo evidente. […] In altre parole in questo mondo non c’è più spazio per il Grande Fratello. In compenso, sono venuti fuori questi Little People. Non trova interessante l’effetto speculare di questi due nomi?”

Infine, l’intertestualità è persino interna, costruita.
“1Q84” racconta de “La crisalide d’aria”, opera scritta dal personaggio Fukaeri. Si tratta di un racconto nel racconto. Un livello secondario di narrazione che però parla del primo. C’è quindi tra i due una relazione identitaria. “La crisalide d’aria” spiega, in un certo senso, la causa della deformazione dell’anno 1984 in “1Q84”, una distorsione che è quasi impercettibile, eppure fortissima.
Un altro racconto immaginario inserito nel romanzo è “Il paese dei gatti”, storia di un luogo governato dai felini.

Il tema del doppio

Lo sdoppiamento è un tema caro a tanta letteratura. Basti pensare al “Sosia” di Dostoevskij.
In “1Q84” assistiamo a un processo di rispecchiamento che muove la trama.
A cominciare dal titolo. L’anno 1984 si trasforma, come detto, in 1Q84.
La ‘Q’ nel titolo allude a ‘Question mark’ ossia punto interrogativo. Esprime infatti i dubbi di Aomame sul tempo in cui si trova.

“È meglio che pensi a un nome adatto per la nuova situazione in cui mi sono venuta a trovare. Servirà anche a stabilire una separazione col mondo di prima. […]. Anche i cani e i gatti hanno bisogno di un nome, no?”

Inoltre la ‘Q’, che in giapponese si legge ‘kew’, è assonante rispetto alla parola nipponica che significa nove, ‘kyuu’ (九), che si pronuncia “kiu”.

Infine, il numero nove (9) allo specchio somiglia proprio a una ‘Q’.
La realtà parallela in cui sono stati catapultati i protagonisti del libro è rovesciata come se si riflettesse in uno specchio. È la stessa di prima, eppure un’altra.

Caratteristiche dello stile

Una struttura a montaggio alternato

“1Q84” è costruito con la tecnica del montaggio alternato. Nella narrazione un capitolo è dedicato a Tengo, il capitolo successivo è dedicato ad Aomame. Questo crea nel lettore il desiderio di continuare a leggere. Spesso in un capitolo la vicenda è lasciata in sospeso, un segreto viene rivelato a metà, spingendo in avanti la lettura.

Molte ricapitolazioni

Un’altra caratteristica dello stile è l’ampio ricorso alle ricapitolazioni. Di tanto in tanto l’autore riassume gli eventi capitati sino a quel momento. Forse perché repetita iuvant. Talvolta si ha però la sensazione che non serva dire di nuovo cosa è accaduto poco prima.

Sequenze descrittive e sequenze riflessive

Le descrizioni in “1Q84” sono ricche di particolari. Alcuni lettori hanno detto di essere riusciti a immaginare perfettamente la casa di Aomame o quella di Tengo.
Le descrizioni non si limitano agli ambienti, ma anche ai corpi dei personaggi.

“Aomame procedeva con passo sicuro, la mascella tirata, lo sguardo fisso davanti a sé e la schiena dritta, ma sentiva sulla pelle lo sguardo di tutti. I tacchi delle sue scarpe marroni di Charles Jourdan producevano un suono secco sull’asfalto, e il vento le faceva ondeggiare l’orlo del soprabito. Si era già in aprile, ma il vento era ancora freddo e conteneva un presagio di tempesta. Lei indossava un soprabito beige su un tailleur verde di lana leggera di Junko Shimada e portava una borsa a tracolla di pelle nera. I capelli, che le arrivavano sino alle spalle, erano ben tagliati e molto curati. Non portava gioielli o altro. Era alta un metro e sessantotto, non un grammo di grasso superfluo, e ogni muscolo era perfettamente allenato […]”.

Le sequenze riflessive sono un altro marchio di fabbrica di quest’opera. Molte pagine sono dedicate ai pensieri dei personaggi, che provano a capirci qualcosa, riflettono sulle loro successive mosse.
Le sequenze riflessive sono molto delicate e lasciano il tempo anche al lettore di sedimentare ciò che ha letto o per usare un’espressione murakamiana di “assorbire bene ciò che gli è stato detto, come un terreno con l’acqua”.

“Tengo ripulì la propria coscienza come si cancella una lavagna e provò ancora una volta, smuovendo il soffice fondo fangoso della memoria, a scavare alla ricerca dei ricordi di Aomame, di se stesso e di tutto ciò che li riguardava. Sembrava un pescatore che recupera la rete. Andò indietro col pensiero, esaminando con ordine ogni cosa”.

Tali sequenze rallentano il ritmo narrativo e regalano piacevolezza alla narrazione.

Conclusioni

Non a tutti piace Murakami. Molti lo giudicano furbo, capace di intercettare i trend del momento e sfruttarli a suo favore. Una sorta di intrattenitore piacevole e leggero.

Ma cosa c’è di importante nell’opera di questo scrittore?

A mio parere, il punto essenziale è la capacità di raccontare dell’irreale e riuscire a far convivere il lettore con questa dimensione ‘scomoda’, ‘insolita’.
Lo si voglia o meno, l’irrazionale è una parte dell’umano. L’inspiegabile è nella vita di tutti i giorni. Una rappresentazione completa della esistenza contempla anche la vaghezza, il sogno, il sospeso, il senza conclusione e il senza senso razionale.
Metafore, analogie, similitudini possono tentare di spiegare il simbolo. Questo però continua a mantenere, per sua natura, un’aura di appena percepibile, di sfuggente.

Ciò che, secondo me, ci dice l’autore è che non è necessario spiegare tutto sempre.
Le parole sono insufficienti. È come provare ad afferrare una nuvola.
Murakami ci invita solo a osservare la nostra ombra, senza nessuna altra pretesa che starci un po’ insieme.

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...