Un gioco di sguardi: “L’identità” di Milan Kundera

La costruzione del sé e dell’altro, o, meglio, il problema dell’identità, è una costante della storia della letteratura, specie di quella contemporanea, propria di una società profondamente in crisi e spaesata.

Chi sono io?” è una domanda che ci perseguita tutti. Anche quando crediamo di avere un’identità forte, è bene ammettere che questa non ci appartiene, poiché è sempre, inevitabilmente, inventata dall’altro. L’io e l’altro si costruiscono continuamente.

I 51, brevissimi, capitoli de “L’identità”, di Milan Kundera (noto anche per “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e “Il valzer degli addii“), aiutano a calarsi nell’abisso della questione. Come riesce l’autore? Prendendo una coppia di innamorati, osservandoli e mostrandoceli. Cosa faranno – ci si chiederà – questi due amanti, Chantal e Jean-Marc, di così interessante? Lavorano e mangiano, si amano, fanno e ricevono visite, e, ancora più profondamente, si guardano, desiderano guardarsi ed essere guardati.

A me gli occhi: lo sguardo in Milan Kundera

Perché sottolineare l’importanza dello sguardo? Perché lì nascono essenze e fraintendimenti. Il rossore di Chantal e l’interpretazione che ne dà Jean-Marc, mentre viene pronunciata una frase specifica, possono provocare una reazione a catena di portata enorme. Il punto è, essenzialmente, che noi – tutti – siamo gli occhi che ci guardano, che ci inventano perché incapaci di capirci fino in fondo, che ci riconoscono e che – fatalmente – non ci conoscono.

Una condanna, vero? Si aprono davanti ai nostri occhi le porte di una solitudine immensa, cui però sfuggiamo costantemente: basti ricordare che Chantal e Jean-Marc sono innamorati. Amano guardarsi, riconoscersi (se ci riescono) e farsi guardare. Esiste però un punto di rottura. Siamo disposti a farci guardare dall’altro soltanto finché siamo capaci di accettarlo: altrimenti, anche in amore, finiamo per sentirci spiati o, di riflesso, per indugiare in un certo voyeurismo.

Esiste – nelle parole di Kundera – un confine non naturale, una frontiera che percepiamo soltanto quando viene valicata. Soltanto una volta infranto il limite, si cerca – disperatamente – di tornare a essere quello che si credeva di essere. Ed è quanto accade ai protagonisti di questa vicenda, così ricca, potente, essenziale e folgorante al tempo stesso.

Lo specchio: stile e narrazione in Milan Kundera

In appena 51 capitoli di estrema brevità, Kundera traccia una storia che, in un moltiplicarsi crescente di riflessi e sdoppiamenti, arriva alla vetta di una conclusione enigmatica. La narrazione procede alternando quasi perfettamente i punti di vista, indugiando, in alcune pagine, in una specie di ambiguità, che non lascia intendere immediatamente al lettore chi stia vivendo quello specifico episodio.

Sebbene questa struttura possa apparire elementare, non lo è l’analisi minuziosa che Kundera opera sui pensieri, i sentimenti e le reazioni dei suoi due protagonisti: si raggiungono livelli di profondità e intimità tanto segreti da rievocare quel flusso di istinti, incomprensioni, desideri, che quotidianamente dorme dentro di noi.

La sensazione è quella di trovarsi davanti a un gioco di specchi, in cui due protagonisti estremamente realistici e sinceri si scrutano l’un l’altro, cercando di ricostruirsi individualmente e a vicenda (grazie ai ricordi, ad esempio). Nessun dettaglio è casuale, nulla sfugge all’autore e allo sguardo mistificatore dei personaggi in gioco. Tutto si ricompone nel corso di pagine che mi riportano alla mente la celebre affermazione di Sartre: “L’inferno sono gli altri.”

Aggiungerei solo qualche parola. Se noi siamo costruiti dallo sguardo degli altri e se, dunque, gli altri siamo noi, soli, davanti a uno specchio ormai appannato, non sarebbe corretto affermare che l’Inferno siamo noi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...